
Da militante battagliera grillina è passata, nell'arco di meno di un mese, a sfidante per il trono di sindaco, a spodestata, a ricorrente contro il suo stesso Movimento davanti alla giustizia, a querelante dei suoi capi Grillo e Di Battista per diffamazione, a fuoriuscita totale.
Il “motu proprio” che l'ha defenestrata si spiega con alcuni like che lei avrebbe postato all'epoca del referendum del 4 dicembre a favore di esponenti di Rifondazione Comunista. Un peccato veniale, diventato capitale nel meccanismo insondabile dei 5 Stelle.
Questa, signori, è la democrazia diretta che la ditta Casaleggio&Grillo ha messo in campo e alla quale dovremo abituarci. Un sistema “moderno” che la ditta Casaleggio teorizza con articoli dotti, pubblicati anche sul “Corriere della Sera” e che il suo nuovo presidente, Davide, erede dell'inventore Gianroberto, ha gelidamente teorizzato nella sua prima apparizione Tv, ospite di Lilli Gruber.
La democrazia rappresentativa, così come l'abbiamo conosciuta, in espansione da un paio di secoli, è al tramonto. Oggi il consenso si costruisce sul web con sistemi come questi, macchine di click, piattaforme come quella chiamata Rousseau che traduce la volontà grillina in scelte operative.
Non sappiamo come finiranno i ricorsi della ex militante Cassimatis, la prof di geografia ingoiata dallo stesso meccanismo che alimentava. La denuncia penale probabilmente archiviata, il ricorso civile destinato a non frenare la corsa di Luca Pirondini verso la candidatura a sindaco.
Pirondini doveva essere e Pirondini sarà. Non sappiamo neppure se questa tempesta che ha agitato il Movimento, tra scomuniche e secessioni, sarà pagata dai grillini nella grande battaglia di Genova, appena cominciata.
Il Movimento 5 Stelle era il primo partito della città, chissà se conquisterà il ballottaggio e magari la vittoria finale.
Quello che è certo è che a Genova anche grazie a questo contributo si confronteranno candidati sindaci scelti con criteri nei quali quella democrazia tradizionale appare, comunque, persa per strada.
Nessuna elezione primaria per il centro sinistra che, terrorizzato dall'avventura dei cittadini chiamati a scegliere tra più candidati, ha preferito una cooptazione per esclusione obbligata. Sono arrivati al buon Gianni Crivello perchè le scelte precedenti erano finite in fumo, tra fughe e piccoli e grandi rifiuti, tra piccoli e disperati calcoli.
Marco Bucci viene scelto dal centro destra con un molto classico vertice romano, come una volta, tra quelle che avremmo chiamato le segreterie dei partiti, nella Prima, Seconda e quasi Terza Repubblica.
Pirondini correrà per il volere esclusivo e potente del garante-guru-capo Beppe Grillo. Sono tre diverse strade per scegliere il candidato sindaco. Mentre la democrazia come l'avevamo conosciuta sta, appunto, tramontando. Il voto finale sancirà, in fondo, anche quale di questi tre sistemi vi piace di più.
IL COMMENTO
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