
"Quel voto online è da annullare, non è stato dato il preavviso di 24 ore", è la tesi di Andrea Ciannavei, legale del Movimento, presentata già nel corso del procedimento civile ma respinta dal giudice che alla fine ha dato ragione a Marika Cassimatis con queste motivazioni: Beppe Grillo, pur in qualità di garante, non aveva il potere di escluderla, quindi vale l'esito della prima consultazione.
La decisione dovrebbe arrivare mercoledì o giovedì. Se il giudice considerasse fondata l'istanza del Movimento, per Cassimatis resterebbero due possibilità: o il ritiro dalla corsa a Palazzo Tursi o la presentazione di una lista civica senza il simbolo del M5s, che equivarrebbe a un salto nel vuoto. Pirondini otterrebbe la definitiva consacrazione e il caso potrebbe reputarsi chiuso.
Se invece il tribunale si esprimerà diversamente o giudicherà il ricorso troppo tardivo (la scadenza per ufficializzare le candidature è il 12 maggio), la professoressa di geografia potrà tentare il colpo di scena. Perché se la 'scomunicata' da Grillo, ottenuta la conferma giudiziaria, battesse il Movimento sul tempo e presentasse una lista col simbolo pentastellato prima che possa farlo Pirondini, la candidata di diritto sarebbe proprio lei. A quel punto però il M5s potrebbe recriminare sull'uso del logo, e si aprirebbe un altro filone, molto ingarbugliato, a ridosso del voto.
I patti di non belligeranza non sono all'ordine del giorno. "Escludo ogni accordo, sono solo voci di corridoio. Noi abbiamo già la nostra lista con Pirondini come candidato sindaco", ha detto alla Spezia la consigliera regionale Alice Salvatore, ricordando che" Cassimatis insieme ad altri due della sua lista sono stati sospesi, quindi non ci sono neanche più i numeri perchè le persone che rimangono di quella lista possano crearsi una loro nuova lista".
IL COMMENTO
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