
"La battaglia umanitaria non è meno importante della battaglia militare", ha sottolineato Jaff, affermando che le autorità centrali di Baghdad stanno lavorando con quelle del Kurdistan iracheno, con i comandi militari, con l'Onu e con le Ong per cercare di accogliere tutti gli sfollati. Gran parte di coloro che sono fuggiti da Mosul provengono dalla parte ovest della città, dove è ancora in corso un'offensiva contro gli ultimi quartieri In mano allo Stato islamico.
Secondo il ministro, il numero di sfollati tre anni fa, al momento di maggiore espansione territoriale dell'Isis, aveva raggiunto i 4,3 milioni, ma da allora 2 milioni hanno potuto fare ritorno alle loro case.
IL COMMENTO
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