
"A causa dei cambiamenti climatici e dal momento che hanno pochi predatori naturali (tartarughe e poche altre specie ittiche), le meduse sono in pericolosa espansione nei mari del mondo, causando danni alle reti trofiche marine e al turismo balneare - ha spiegato Silvio Greco, biologo e presidente del comitato scientifico di Slow Fish che ha cucinato meduse fresche pescate assieme ad acciughe a Sestri Levante - Ma in pochi sanno che le meduse sono ricche di proteine e collagene, opportunamente private dei tentacoli urticanti, si prestano a realizzare piatti gustosi e sostenibili".
Greco ha spiegato: "La medusa è plancton, per lo più acqua. Nel Sud Est asiatico è molto usata, specie in insalata. Attenzione, però, le meduse vanno prima sbollentate per eliminare le tossine termolabili. Non a caso il rimedio migliore per chi viene ustionato in mare da una medusa è quello di appoggiare una pietra calda sulla parte dolente". Il biologo-chef ha continuato: "Usate acqua calda con limone e aceto, dopo 3-4 minuti togliete dal fuoco e mettetele nel ghiaccio. Preparate la pastella, meglio con tre farine, riso, fecola e 00, più acqua gassata. L'acqua non va salata. Poi friggete a 170 gradi, le fate dorare e servite".
Sono partiti gli assaggi del pubblico presente tra commenti di tutti i tipi su sapore, per la maggior parte delicato ma senza entusiasmare troppo. Solo un primo test, ma Slow Fish l'obiettivo l'ha sicuramente centrato: far riflettere sul cibo del futuro, senza pregiudizi, per comprendere quanto è importante la tutela della biodiversità, in tutti i suoi aspetti, tra gusto e scienza.
IL COMMENTO
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