
Secondo l'ordinanza, che ha portato i due fratelli uno ai domiciliari e l'altro in carcere, sarebbero stati proprio loro a approvvigionarsi della droga con viaggi a Milano e a piazzarla a Sanremo, per poi spacciarla a assuntori di tutto il comprensorio tramite una rete di pusher nordafricani. Gli altri soggetti colpiti da misura cautelare sono, infatti, in prevalenza marocchini, uno dei quali catturato a Taggia.
Ci sono, inoltre, un senegalese, un sedicente libico e un algerino. Nel corso dell'indagine, coordinata dal pubblico ministero Antonella Politi, sono state sequestrate diverse migliaia di euro, tra cui 11 mila a un'unica persona. L'inchiesta è stata battezzata Porta a Porta proprio per il metodo usato dagli spacciatori per farsi pagare: si recavano in casa dei vari assuntori per riscuotere i crediti maturati nel corso della settimana. L'altro segno caratteristico della banda era il modo con cui venivano prese le ordinazioni: tutti tramite sms. I quantitativi erano indicati dall'uso diverso della punteggiatura.
IL COMMENTO
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