cronaca

Nessun abbattimento, ma non ci sono strutture adeguate
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Sono stati catturati e liberati sulle alture della città i 9 cinghiali, una scrofa con 8 cuccioli, che da 24 ore erano rinchiusi nei giardini pubblici di Marassi che per questo erano stati chiusi alla cittadinanza. I cuccioli sono stati catturati senza difficoltà uno ad uno, rinchiusi in una gabbia e subito trasferiti in una radura fra Bavari e Quezzi, nella parte alta della Valbisagno.

Più complessa e lunga la cattura della scrofa, che pur colpita più volte da freccette con anestetico, si è addormentata solo dopo alcune ore. L'intervento è stato effettuato dai poliziotti della Regione Liguria con l'ausilio di un veterinario della Asl3.

Alla cattura degli ungulati hanno assistito un consigliere del municipio Bassa Valbisagno, Cinzia Massa, di Fratelli d'Italia, e alcuni animalisti preoccupati per la sorte dei cinghiali. Il timore era che gli ungulati potessero essere uccisi. Una paura, a detta del responsabili della polizia regionale, infondata: "Dobbiamo attenerci ad un'ordinanza dell'ex sindaco Doria ancora in vigore per cui cinghiali e gli altri animali selvatici non possono essere ammazzati in ambito urbano se non nei casi estremi in cui rappresentano un pericolo per i cittadini".

Un'ordinanza che contrasta con una normativa nazionale che, in caso di cattura di animali selvatici in città, ne impone il trasferimento in un centro di detenzione di animali o l'abbattimento. In provincia l'unico centro attrezzato per custodire animali è la struttura dell'Enpa di Campomorone, che però non ha spazi e recinzioni adeguati per contenere animali selvatici di grosse dimensioni come i cinghiali: l'unica volta che gli sono stati affidati degli ungulati, gli animali dopo poche ore hanno divelto la staccionata e sono fuggiti. Anche per questo gli agenti regionali hanno avuto l'ordine di liberare i cinghiali nei boschi.

Foto dal gruppo Facebook 'Sei di Marssi se...'