
Tutto era partito dalle indagini condotte nei confronti del più giovane dei fratelli egiziani, al tempo residente a Finale Ligure e poi trasferitosi a Cassano d'Adda, nel milanese. La cellula terroristica venne arrestata nell’ottobre dello scorso anno dai Ros su ordine del pm Federico Manotti, appartenente al pool antiterrorismo della Procura di Genova.
I tre conducevano una vita normale agli occhi dei concittadini ma nei fatti erano in grado attraverso la rete di fornire supporto logistico a chi voleva partire per la Libia e la Siria per combattere in quei Paesi. Numerose le conversazioni rilevate e sequestrate dai Ros da cui emergeva la rete di contatti e l'organizzazione che la cellula si era data. Era il maggiore dei due fratelli egiziani a svolgere la funzione di reclutatore, mentre il minore, pizzaiolo a Finale Ligure, offriva un importante ruolo di appoggio. E del gruppo faceva parte anche il terzo condannato, l'algerino Tarek Sharek, residente a Tradate in provincia di Varese. E' invece arrivata l'assoluzione per El Hawari Lekaa, 31enne di Borghetto Santo Spirito arrestato alla stazione Principe lo scorso 4 novembre mentre faceva rientro in Liguria dopo un viaggio nel suo Paese.
Il giudice per l'udienza preliminare Roberta Bossi ha disposto l'espulsione dall'Italia, al termine dell'espiazione della pena, per i tre presunti jihadisti- Il magistrato li ha anche condannati al pagamento di una provvisionale totale di 300 mila euro alla presidenza del Consiglio dei ministri e al ministero degli Interni che si erano costituiti parte civile.
IL COMMENTO
La scienza dei sondaggi: ecco come lavoriamo per raccontare la realtà insieme a Primocanale
La Costituzione, Salis in Lottomatica e la politica di cui non puoi fidarti