
A rischio una settantina di posti di lavoro. "La decisione di scendere in strada è dovuta al fatto che fino ad oggi le istituzioni non hanno dato alcuna risposta alle nostre richieste - ha detto Franco Paparusso della Uil - ossia avere un incontro immediato con la proprietà e cercare di capire che fine farà quest'azienda, evitando il fallimento il 5 ottobre".
Lorenzo Ferraro, Fiom Cgil, ha affermato che si è di fronte "all'ennesima crisi industriale, è indispensabile che istituzioni locali e nazionali si attivino per trovare una soluzione all'ennesima crisi della provincia. E' chiaro che le maestranze devono manifestare, è inevitabile quando ci sono imprenditori poco seri".
Allo sciopero hanno partecipato anche i lavoratori del porto, le rappresentanze di altre aziende della provincia, come Bombardier o Piaggio Aerospace. I lavoratori si sono dati appuntamento davanti alla Prefettura per continuare la protesta.
IL COMMENTO
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