
In oltre un secolo di attività l'istituto autonomo di case popolari, nato per dare casa a chi andava a lavorare nelle grandi fabbriche, ha cambiato nome, diventando Arte, e in un certo senso ruolo. "Oggi abbiamo altre esigenze - spiega Girolamo Cotena, amministratore delegato -. Arte deve pensare più alla casa come servizio che come struttura. A Genova abbiamo circa 2mila nuclei familiari in attesa di una casa e solo l'1% di abusivismo, contro il 20 % del centro sud, ma questo non giustifica nuove costruzioni bensì ci spinge a razionalizzare il nostro patrimonio". Razionalizzazione che può passare attraverso l'edilizia sostitutiva, la manutenzione straordinaria degli edifici, ma anche liberando grossi spazi che spesso sono utilizzati da persone anziane, sole, che potrebbero trovare collocazioni migliori dal punto di vista dei servizi. "Arte sta pensando alle Smart Home - prosegue Cotena - anche perché abbiamo anziani che avrebbero necessità di case magari più piccole in quartieri più comodi rispetto a quelli collinari, dove a volte è anche difficile fare la spesa". Nel corso della giornata è stata anche assegnata la medaglia conferita alla memoria di Alessandro Floris, commesso di Iacp ucciso nel 1971 durante una rapina. "Un vero impiegato eroe - ha spiegato Giovanni Tamburino, vice Presidente di Federcasa - che ha saputo difendere la sua azienda pagando con la vita".
IL COMMENTO
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