
Nei prossimi cinque anni sapremo se il terzo valico ci permetterà un collegamento ragionevole con Milano, la gronda avanzata consentirà a un porto in forte rilancio di smaltire merci e container senza ingolfare il nodo autostradale, il piano per il completamento del waterfront sarà in fase di realizzazione, i nuovi ospedali saranno in fase di costruzione, l’edilizia segnerà una ripresa e i turisti avranno definitivamente messo Genova nel bouquet delle città da non perdere.
In questa “innovazione di mentalità” entrerà anche la politica. Toti e Bucci, al di là delle loro collocazioni politiche che possono piacere o meno, ci stanno provando ed è sinceramente fastidioso ascoltare gli uccelletti del malaugurio che preconizzano sfasci quando si affronteranno i dilemmi di Amt e Amiu peraltro scientificamente predisposti dagli stessi che oggi si malaugurano.
La “innovazione di mentalità” significa che Toti e Bucci facciano il loro lavoro di governo serio della Regione e del Comune, ma anche che le opposizioni facciamo il loro altrettanto serio e indispensabile di critica e soprattutto di controllo. I risultati di tutte e due le parti segneranno gli esiti delle prossime elezioni. Chi fallirà nel governo o nell’opposizione le perderà.
Genova e la Liguria hanno spasmodico bisogno di serie opposizioni che non si consumino dietro crocifissi o presepi, ma che costruiscano criticamente lo sviluppo della città e del territorio.
Cinque anni passano in un baleno, quindi non vanno consumati in sciocchezze.
IL COMMENTO
La scienza dei sondaggi: ecco come lavoriamo per raccontare la realtà insieme a Primocanale
La Costituzione, Salis in Lottomatica e la politica di cui non puoi fidarti