
La necessità di ricorrere agli ammortizzatori sociali è stato giustificato dall'ad Giuseppe Zampini ai rappresentanti di Fiom, Fim e Uilm da una riduzione delle commesse. La perdita di salario dovuta alle 16 ore di lavoro in meno sarà parzialmente reintegrata dall'azienda.
Nell'accordo viene anche garantito il mantenimento del posto di lavoro per i 96 lavoratori in somministrazione. "In una situazione in cui ci sono meno commesse - commenta il segretario provinciale della Fiom Bruno Manganaro - il lavoro in meno lo si divide fra tutti e nessuno perde il posto, neppure i lavoratori in somministrazione per i quali siamo riusciti a garantire la salvaguardia".
Il segretario della Uilm Antonio Apa "grazie al nostro impegno vengono salvaguardati i lavoratori dal punto di vista salariale in una fase transitoria. Entro mercoledì 28 porteremo l'intesa al vaglio dei lavoratori". Rispetto al futuro "ci è stata illustrata la prospettiva di finalizzare alcune commesse in Tunisia e Russia - spiega il segretario della Fim Alessandro Vella - mentre per quel che riguarda il momento contingente di difficoltà sarà istituita una task force per attuare le strategie per superarlo al meglio".
IL COMMENTO
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