
Mini rivoluzione di mister Ballardini che ridisegna il centrocampo con Bessa, Cofie e Hiljemark. In attacco confermato Lapadula ma in appoggio c'è Medeirso anziché Pandev. L'inizio non è entusiasmante ma il Genoa c'è. Hiljemark e Lapadula cercano spesso l'intesa. Al 24' occasione per l'italo-peruviano su un'azione di contropiede, il tiro di prima intenzione è però trippo esterno. Due minuti dopo un super Perin strozza l'esultanza in gola a Sau da pochi metri. Scocca la mezz'ora. La Nord esulta perché Maresca indica il dischetto. Rosi, innescato da Lapadula, sembra falciato dall'avversario. Poi il Var chiarisce tutto: è il genoano a commettere fallo. Prima dell'intervallo, scontro Lapadula-Cragno: il portiere del Cagliari accusa un po' il colpo, poi si rialza.
Secondo tempo senza cambi, ma il Genoa mette la quinta e trova il gol del vantaggio: cross di Hiljemark dalla destra, Lapadula lasciato solo da tutti stacca di testa e la mette dentro. In rossoblù aveva segnato finora solo su rigore. Il match si fa più ruvido e fioccano i cartellini gialli. Maresca usa il pugno di ferro e così al 17' sanziona senza esitazioni la lieve trattenuta di Zukanovic in area di rigore. Barella trasforma e il punteggio torna in equilibrio. Girandola di cambi per le due compagini, per il Genoa c'è Pereira al posto di Rosi. Al 34' clamoroso palo di Pavoletti che di testa cercava l'angolo lontano con Perin battuto. Fuori Bessa, entra Omeonga. Lapadula continua a lottare. Entra Migliore per Laxalt. Alla fine ci pensa Medeiros: stop e tiro dalla distanza, ancora una palla a giro che fulmina Cragno e fa esplodere Marassi. I sei minuti di recupero concessi da Maresca non cambiano il risultato. E ora, grazie al contemporaneo 1-2 della Samp a Bergamo, sarà davvero un super derby.
IL COMMENTO
La scienza dei sondaggi: ecco come lavoriamo per raccontare la realtà insieme a Primocanale
La Costituzione, Salis in Lottomatica e la politica di cui non puoi fidarti