
Da questo parte il viaggio di Primocanale nei quartieri della città per raccogliere le voci di chi a Genova ci abita e deve convivere ogni giorno con l’inciviltà altrui. E il sogno è quello di poter camminare in strade più pulite. Di certo sono poco pulite a Marassi, specialmente nella zona attorno a piazzale Parenzo, dove in tanti concordano: “Il centro è tenuto bene, mentre qua c’è una sporcizia che fa paura”, e un negoziante aggiunge “questo perché non vengono mai gli spazzini, se non due volte quando c’è il mercato e basta”.
Cartacce sparse per tutta la piazza, mobili in legno, un cartone di gusci di uova per terra anziché nel cassonetto: questa è la situazione che si presenta ai nostri occhi, mentre ci spiegano che un altro problema viene causato spesso anche da chi rovista all’interno dell’immondizia e che poi lascia fuori quello che non prende.
E di conseguenza c’è chi si lamenta delle tasse, vedendo “poco o niente in cambio”. “Troppe e troppo alte”, esordisce un barista. “Siamo indietro di due anni perché non riusciamo a pagarle. Ci stiamo provando, speriamo di riuscire a pagarle tutte ma è veramente impossibile: 2500 euro all’anno per un piccolo bar e un piccolo sacchetto di spazzatura tutti i giorni”.
Quasi tutti sostengono di fare la raccolta differenziata, anche se non manca qualche reclamo. “Ci si prova anche se i cassonetti sono tutti pieni, i sacchetti si rompono e quelli comprati non funzionano”, si lamenta una residente.
Sulla discarica di Scarpino e il rinvio della sua apertura, la maggior parte invece ammette la propria ignoranza… Ma arriva la provocazione di un tabaccaio: “Facciamo bene a portare la spazzatura in altre regioni, così paghiamo e Scarpino la teniamo chiusa”.
IL COMMENTO
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