
La classifica sarebbe un’altra oggi ed invece i rossoblu’ si barcamenano a quattro punti dalla zona retrocessione e domenica c’è la trasferta di Torino con i granata. Insomma la scintilla non si accende e l’occasione sfumata nella stracittadina se da una parte è un’iniezione di fiducia per la buona prestazione, dall’altra è mortificante perche la montagna ha partorito il topolino. Lo spavento di una rotta definitiva dopo il gol a freddo di Quagliarella, la reazione che ha portato al rigore trasformato da Piatek e poi un monologo o quasi dalle parti di Audero sono le istantanee di una stracittadina vista dal periscopio rossoblu'.
Si deve ripartire da qui dal gioco che sta crescendo e con alcune individualità, peraltro tutte giovani che sono un tesoro, anzi un tesoretto per Preziosi. Romero sempre piu' autorevole, Biraschi sicuro, Kouamè di livello e il bomber polacco, di nuovo capocannoniere, sempre nel vivo, con coraggio e qualità. Col senno del poi a Juric si puo’ contestare la sostituzione di Lazovic con il soldatino Pereira che di fatto ha sancito il risultato finale perché da lì in poi la Sampdoria ha vissuto l’ultimo quarto d’ora venti metri piu’ avanti e senza affanni. Con quel cambio si poteva poi dar seguito all’ingresso di Gunter per Bessa,tanto per non correre rischi. Ma il Genoa in campo c’è stato bene e con autorevolezza, manca un po’ di buona sorte.
IL COMMENTO
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