
Appena venerdì scorso don Valentino aveva commentato su un post Facebook di Primocanale: "Ho letto tutti i commenti e vi ringrazio uno per uno. E' vero, non sempre le migliori intenzioni riesco a metterle in pratica nel modo migliore. Credo che la mia missione sia curare le ferite, e non di riaprirle. Grazie perché ogni vostro commento mi ha fatto riflettere".
Il parroco ha parlato a lungo con i familiari delle vittime. Una scelta quella del presepe non particolarmente apprezzata che aveva ferito alcuni di loro. Alla fine è arrivata la scelta di mettere sopra un telo. La decisione è maturata dopo uno scambio di lettere con Paola Vicini, mamma di Mirko, l'ultima delle 43 vittime recuperate dalle macerie, e lunghi colloqui telefonici con Egle Possetti di Pinerolo che ha perso quattro cari nel crollo ed è la presidente del comitato dei familiari delle 43 vittime.
L'idea di don Valentino era quella di smontare il presepe pari passo con la demolizione del reale ponte Morandi. il parroco non è nuovo a queste iniziative. Peril terremoto di Amatrice aveva inserito nel presepe una casa terremotata, mentre per l'alluvione di Genova la culla di Gesù Bambino era stata coperta di fango.
IL COMMENTO
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