
“Questo è un fenomeno grave e diffuso di malcostume e non di malasanità – prosegue la vicepresidente Viale - che accade quando si mette a rischio la vita di una persona: era una prassi purtroppo considerata normale che invece normale non era affatto. Ed è proprio questo che fa male, che danneggia il rapporto di fiducia tra il sistema e i cittadini anche se, va detto, molti cittadini erano coinvolti: il disvalore dei comportamenti non era percepito e quando si abbassa questa asticella credo che tutti dobbiamo interrogarci, i singoli cittadini, i sindacati che rappresentano i lavoratori, i vertici aziendali, la politica. Questi comportamenti vanno combattuti in ogni modo e ad ogni livello”.
L’assessore Viale sottolinea che “da quando sono emersi i fatti, diversi anni fa, fin dal 2013, il sistema ha reagito con forza per evitare che tali comportamenti potessero ripetersi. Gli accertamenti già effettuati dall’Ospedale Policlinico San Martino hanno consentito di recuperare la maggior parte degli importi non pagati e molti di coloro che erano coinvolti hanno pagato il dovuto, anche se questo ovviamente non incide sotto il profilo della rilevanza penale dei comportamenti e dei provvedimenti disciplinari. La gravità è anche legata al fatto che si tratta di importi bassi, evasi da persone che avrebbero potuto pagare il ticket, visto che il sistema prevede per legge le esenzioni a tutela di chi è sotto un certo reddito o disoccupato o malato cronico".
"Voglio ricordare - prosegue l'assessore Viale - che le indagini sono iniziate anni fa, oggi siamo nella fase di conclusione delle indagini e ovviamente il percorso penale avrà il suo esito: noi lo attendiamo, con la certezza che chi ha responsabilità sarà punito. Personalmente - conclude - sono molto arrabbiata perché quanto emerso non rende onore ai nostri operatori e al nostro sistema sanitario, fatto per la maggior parte di persone oneste”.
IL COMMENTO
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