
"Io credo ci sia spazio per ricostruire, ma, affinché ci sia spazio per ricostruire, bisogna che questo partito diventi di nuovo una piattaforma per tutti coloro che in questo Paese hanno idee liberali riformiste, liberali e cattoliche, aperta a tutti coloro che in questi 25 anni hanno cambiato casa, agli lettori che ci hanno abbandonato, ai dirigenti politici che si sono disaffezionati a noi e ai tanti amministratori che hanno trovato rifugio nelle liste civiche".
Per fare questo "servono regole nuove, serve un'apertura mentale nuova, un'apertura dei confini del nostro partiti ed è quello che chiedo da molto tempo", ha aggiunto Toti. “Il percorso di cambiamento, per la verità, una settimana fa l'ha aperto il presidente Berlusconi, che ha preso atto, evidentemente condividendole, le ragioni del mio dissenso e il mio stimolo e del mio pungolo costante al partito. Ma deve essere una rivoluzione e deve essere una rivoluzione vera, un percorso chiaro e con tempi certi. Perché di tempo ne abbiamo perso fin troppo".
Per Toti "se su questo siamo tutti d'accordo, io sono qua per battermi e cambiare tutto, ma è certo che questo dibattito non riguarda la classe dirigente autoreferenziale che si vede dimezzare i voti elezioni dopo elezioni, ma tutto quel mondo moderato, produttivo, i corpi intermedi che oggi non guardano più a noi. Se si tratta di andare avanti, io ci sono", ha concluso.
IL COMMENTO
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