
Secondo Legambiente, la costa ligure, su un totale di 345 km, risulta urbanizzata per 220 km, pari al 63%. "E' un problema di numeri e di qualità delle spiagge - spiega Santo Grammatico, presidente di Legambiente Liguria - In molti Comuni le uniche aree non in concessione sono vicino allo scarico di fiumi, fossi o fognature dove la balneazione è vietata perché il mare è inquinato". Grammatico ricorda che la legge regionale 13/2008 prevede che i Comuni devono garantire almeno il 40% di aree balneabili libere e libere attrezzate sul totale della superficie costiera, ma non sono previste sanzioni per chi non rispetta la norma.
"Riconosciamo che le imprese balneari rappresentano un elemento del patrimonio storico, culturale e sociale e per quanto riguarda la Bolkenstein, la direttiva prevede di premiare la qualità dell'offerta nella spiaggia in concessione che gli Stati membri possono tener conto, nello stabilire le regole della procedura di selezione. In un modello di questo tipo chi ha lavorato bene non ha nulla da temere. Per quanto riguarda i canoni, la situazione attuale va superata stabilendo un canone minimo nazionale per le concessioni balneari adeguato, ma lasciando alle Regioni di introdurre differenze in funzione delle caratteristiche delle località, di premialità e penalità legate alle modalità di gestione e agli interventi di riqualificazione ambientale messi in atto dal concessionario".
IL COMMENTO
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