
Considerando il patrimonio netto dell'istituto a 2,1 miliardi, per Malacalza Investimenti "il valore della quota posseduta" in Carige è "ancora superiore al valore di carico della stessa", si legge. Così "non sussistono ragioni per ridurre il valore della partecipazione iscritta al costo storico". Non solo, pur con la "perdita di valore" alla luce degli ultimi sviluppi, ci sono "importanti elementi idonei a far ritenere che la perdita dell'investimento - si legge -, pur persistendo non abbia ancora i caratteri di durevolezza che ne impongono una svalutazione".
Già ad agosto il Sole 24 Ore aveva anticipato che la finanziaria non ha svalutato a bilancio la partecipazione del 27,5% in Carige, mantenuta a 412,9 milioni. L'attenzione su Malacalza in questi giorni è in vista del raggiungimento del quorum e dell'esito dell'assemblea di Carige convocata per il 20 settembre per approvare l'aumento di capitale da 700 milioni.
Per Malacalza Investimenti, emerge tra l'altro nel bilancio 2018 della finanziaria, il piano dei commissari - presentato a febbraio prevedendo un aumento di capitale di 630 milioni - si dovrebbe realizzare per "almeno uno dei due scenari alternativi" e sarà idoneo "a consentire non solo la prosecuzione dell'attivita' aziendale ma anche un progressivo riassorbimento della perdita di valore dell'investimento in un orizzonte temporale coerente con le prospettive durevoli che lo caratterizzano".
IL COMMENTO
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