
Una situazione che, a lungo andare, non danneggia solo la comunita' cinese ma, a cascata, anche i fornitori che per l'80% sono italiani. "Dobbiamo far passare il messaggio che non bisogna aver paura di noi cinesi perché non siamo virus", spiega Wong. "La gente per strada ci guarda con preoccupazione, si allontana magari coprendosi il volto. Ma viviamo qui come voi, abbiamo le stesse possibilità di ammalarci che avete voi. Siamo i primi ad avere a cura la nostra salute e quella del nostro personale".
La comunità cinese a Genova è composta da circa 2.500 persone, che diventano 3.500 a livello regionale se si considerano anche gli studenti universitari. A causa del proliferare di un eccessivo allarmismo, accresciuto anche dalle fake news che circolano sui social network, il timore della comunità asiatica è quello di diventare sempre più isolata. "Abbiamo avuto segnalazioni di qualche atto di bullismo da parte dei ragazzi più grandi, è questione di mancanza di rispetto. Le famiglie dovrebbero far capire ai ragazzi che molte notizie allarmistiche che girano sono false", denuncia il portavoce.
La partecipazione di molti italiani al presidio è una piacevole sorpresa per Wong: "Vuol dire che la comunità genovese è con noi. Abbiamo fatto un appello a tutti quelli che ci conoscono, che frequentano i nostri locali, affinché venissero a manifestare con noi. Sicuramente e' una buona cosa".
IL COMMENTO
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