
Riflettere su un'ipotetica chiusura del confine di Stato come evocato dal deputato repubblicano, Eric Ciotti, membro dell'assemblea nazionale delle Alpi Marittime? "Non sarebbe efficace", ha replicato il medico aggiungendo che in ogni caso "sarebbe un po' tardi. E poi c'è da chiedersi se avrebbe limitato i contagi, non è sicuro". E ancora: "Capisco la preoccupazione di Ciotti, ma non bisogna fare cose a vanvera. Dobbiamo avere fiducia nella scienza. Oggi sappiamo che in Francia, contrariamente all'Italia, abbiamo fatto molta attenzione a tutti quelli che presentavano primi sintomi".
Per il medico francese "ciò che accade in Italia è relativamente inquietante. Se l'Italia riesce a far leva sui confinamenti, riuscendo a circoscrivere l'inizio dell'epidemia possiamo sperare che il virus si fermerà intorno alla regione di Milano. Se invece l'Italia verrà travolta dall'epidemia, bisogna riflettere su un altro scenario, con il passaggio del virus nel sud-est della Francia". Pelloux ha poi aggiunto che "non bisogna avere paura degli italiani" e "avere fiducia nel sistema sanitario". Ha poi lodato la reazione delle autorità francesi, con il confinamento già da gennaio di tutti i rimpatriati sospetti provenienti dalla Cina. Ma ora, ha avvertito, bisogna preparare "l'atto seguente". E questo significa per lui anche "centri di depistaggio ultrarapido".
IL COMMENTO
La scienza dei sondaggi: ecco come lavoriamo per raccontare la realtà insieme a Primocanale
La Costituzione, Salis in Lottomatica e la politica di cui non puoi fidarti