
"La nostra programmazione prevede oltre 13 ore in diretta al giorno, come le principali emittenti televisive regionali. E’ evidente che vogliamo assicurare un costante servizio e la presenza sul territorio. Non possiamo fare ricorso a sospensioni neppure parziali dell’attività né agli ammortizzatori sociali. L’utilità di tale servizio, mai come in questo momento, è infatti riconosciuta dagli stessi cittadini, prova ne è la sorprendente impennata degli indici di ascolto del comparto, anche dovuta all’eccezionale incremento del livello produttivo dei programmi informativi locali. La tenuta di questo importante servizio locale non può che essere, quindi, di interesse generale. Senza più introiti pubblicitari e senza un efficace intervento di sostegno si condanna l’informazione radiotelevisiva locale all’estinzione", sottolinea l'editore di Primocanale Maurizio Rossi.
"Le emittenti televisive regionali costituiscono un servizio essenziale per i territori, che non può essere soffocato. Al Governo si chiede un immediato ripensamento, per mantenere aperta la voce di chi, per assicurare informazione di prossimità, non può chiudere né ricorrere agli ammortizzatori sociali. Tenere aperta la linea e la voce di chi è, in questo momento, in trincea e in prima linea nell’informazione di emergenza, è un dovere che non può non essere sostenuto anche per l’utilità pubblica e sociale che assicura", conclude la nota di Confindustria Radio Tv.
IL COMMENTO
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