
"Il sistema - spiega il dott. Dimitri Sossai direttore del dipartimento di prevenzione e protezione del Policlinico San Martino - funziona attraverso dei filtri assoluti che vengono collegati con un motore, collegato a sua volta a una batteria: attraverso un tubo l'aria arriva alla mascherina e manda aria ultrafiltrata e crea una pressione positiva quindi impossibile entrare in contatto con contaminazione".
I quindici caschi sono in dotazione al reparto di malattie infettive mentre le 15 maschere sono usate in rianimazione insieme alle nuove tute pressurizzate 50 volte più efficaci, secondo studi, rispetto alle FFP3. "Questi nuovi dispositivi - spiega Sossai - sono andati nei reparti che compiono le manovre più pericolese mentre negli altri reparti si usano le mascherine FFP2 e FFP3"
IL COMMENTO
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