
"Io a casa sto benissimo, è grande con tante possibilità - rivela Gino Poali - certo quelli costretti in 40 mq con moglie, figli e suocera forse non ce la fanno più. Anche se io di mia suocera non mi lamento, anzi la amo, è un' ottima cuoca, cucina tortelli e tagliatelle a mano con ragù alla modenese, divini. Certo gli uomini medi con moglie e figli erano abituati a uscire per andare al lavoro al mattino e tornavano alle 19. Due ore potevano sopportare tutto. Ora staranno scoppiando. A causa della quarantena ci saranno secondo me molti divorzi e violenze domestiche. Propongo un elicottero che sparga Xanan sulle grandi città".
Dopo aver ricordato in giorno importantissimo per Genova, la sua città, dov'è stato varata l'ultima campata del nuovo ponte per Genova, non senza aver elogiato l'opera di Renzo Piano,( "è bravissimo"), Gino Paoli torna a parlare degli affetti stabili: "L'affetto è provvisorio, se è sistematico non ha senso. L'amore va vissuto come fosse l'ultimo giorno. Forse Conte con 'affetti stabili' intendeva dire matrimoni che non sono matrimoni, fidanzate, amanti. La prossima canzone che scriverò cercherò d' inserire anche gli affetti stabili". Infine, "Ora bisogna aspettare. Io non guardo più i programmi in tv sul virus perché si contraddicono. Mi attengo alle indicazioni ufficiali. Prima uscivo poco, adesso ne avrei voglia solo perché è proibito. Resto a casa e vedo il mare, che è una cosa meravigliosa, mutante. Senza il mare non potrei vivere".
IL COMMENTO
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