
Capozucca analizza lo scenario: "Organizzare un pensiero non è facile, c'è volontà di concludere il campionato, anche se è già falsato dall'anomala del lungo stop. Questa volontà per evitare spiacevoli conseguenze, diventa difficile accordare tutti e trovare una linea comune in sintonia. Anche dal Governo non si capisce cosa vogliano fare, c'è un po' di confusione. Il protocollo che hanno fatto, di per sé è difficile da attuare per la Serie A, in B lo potranno fare in pochi e in C non se ne parla neanche. Siamo ancora in alto mare".
"Le previsioni - osserva - non sono rosee, lasciano perplessità e dubbi sul futuro. Sia in generale che, di conseguenza, anche sul calcio. Difficile continuare come se nulla fosse accaduto, è passato uno tsunami e non so come si riprenderà. Le grandi magari rimarranno grandi ma le medio-piccole saranno ancora più piccole".
Come far disputare queste famose dodici gare mancanti? "Il coinvolgimento riguarda anche la prossima stagione. Diamo per scontato che si riprenda, si finisce a metà luglio quindi il campionato seguente devi iniziarlo a metà settembre. E poi le modifiche ai calendari con il problema dell'Europeo nel 2021... Io però ho una sensazione personale, cioè che qui si cerca di mandare per le lunghe l'inizio delle attività così da poter poi chiudere il campionato e pensare al prossimo. Prima doveva essere il 4 maggio, poi si è rimandato... Ai giocatori servirebbero almeno tre-quattro settimane e poi non è facile giocare tutti ogni tre giorni".
La proposta di Galliani di usare gli anni solari? "Lui la sa lunga, è un uomo esperto ma giovane di idee. Il Mondiale invernale può essere un'opportunità da valutare, ma prima devono sedersi e trovare un punto di unione. I diritti tv sono una componente forte che fa riflettere in vista del concludere il campionato già cominciato. Anche Sky, non trasmettendo le partite, fa fatica a rispettare il contratto".
E i soldi per sorreggere il sistema? "Questo è il problema, e non è di poco conto. Io dico che comunque va deciso o nero o bianco: inutile stare a rimandare ancora in cerca di chissà che soluzione, non va bene. Questo tira e molla non fa bene a nessuno: non si programma niente e non si vede quale futuro si possa avere".
La Serie A a 22 squadre? "La vedo difficile. Anzi, la volontà sarebbe quella di ridurre".
IL COMMENTO
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