
Per quanto riguarda le misure d'accesso al palazzo di giustizia, verranno adottati ulteriori 'filtri' rispetto a quelli già esistenti. In queste aree verrà infatti misurata la temperatura con i termo scanner. E' infatti vietato l'accesso a persone con febbre uguale o superiore a 37,5 o con sintomi Covid 19; vietato anche l'accesso senza mascherina e gli ingressi vengono permessi solo comprovando la prenotazione dei servizi su appuntamento o per urgenze. Deve inoltre essere rispettata la distanza personale di almeno un metro e mezzo; vietati gli assembramenti e l'ascensore deve essere utilizzato una persona alla volta, ma non da tutti: solo dagli over 65 e da persone affette da patologie che non consentono loro di utilizzare le scale. Nel palazzo sono stati installati dispenser di gel disinfettante e barriere di plexiglass in tutte le aule che hanno avuto il via libera dalla Asl per essere utilizzate, nonché negli uffici a maggior contatto con il pubblico.
Il numero di processi sarà molto ridotto. In questo momento di stop, però, ci sono state attività che non si sono mai fermate, come invalidità civile, immigrazione, procedure d'urgenza, convalide di arresti, cause di separazione con minori o decreti ingiuntivi. "La riduzione del numero dei processi, dovuti alle restrizioni imposte dalle misure anti-covid, incide indubbiamente di più sul penale", spiega il presidente Ravera. Per quanto riguarda questo settore, "si dà priorità al procedimento con detenuti di cui è prossima la prescrizione del reato. Nel civile abbiamo alcuni settori come famiglia, cause di lavoro in cui ci sono degli interessi sottesi particolarmente delicati per cui è necessario procedere" sottolinea il presidente del Tribunale genovese.
Si stanno cercando spazi esterni al palazzo di giustizia per celebrare i maxi processi in corso. In particolare, per l'incidente probatorio sul crollo di ponte Morandi, è al vaglio una nuova organizzazione - anche con Asl - perché "considerando il numero di parti coinvolte tra avvocati, indagati, periti, parti offese è impossibile tenerlo nell'Aula magna del palazzo. Valutiamo spazi fuori per consentire di trovare un punto di equilibrio sull'importanza della celebrazione del procedimento e la garanzia della sicurezza per la salute" ha detto Ravera.
L'emergenza Coronavirus ha fatto "venire al pettine tutti i nodi del settore giustizia, a Genova, ma anche in Italia" prosegue Ravera, che ha sottolineato che già da tempo "avevamo iniziato una procedura di reperimento sul mercato di strutture per vedere se potevamo allargarci, trovare spazi per uffici perché ormai il tribunale e' saturo, non ci sono spazi". Il problema dell'edilizia giudiziaria era quindi già ben strutturato prima dell'epidemia e si sarebbe acuito in questo frangente.
Qualora non si trovassero strutture adeguate, il rischio sarebbe di uno slittamento dei procedimenti, perché un discorso analogo vale per i processi sul disastro della Torre Piloti. Tra le strutture individuate dal Tribunale di Genova, vi è la Fiera di piazzale Kennedy. "Siamo in una fase di interlocuzione, ma ancora non abbiamo nulla di concreto" concludono dal palazzo di giustizia. In alternativa ci sarebbero i Magazzini del Cotone, al porto antico.
IL COMMENTO
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