
Un vincente anche con la calottina della Pro Recco - ricorda la società ligure dando la notizia della sua morte - indossata per otto anni (dal 2001 al 2004 e dal 2007 al 2012) di cui è stato capitano: in biancoceleste ha collezionato quattro Champions League, sei Scudetti, quattro Coppe Italia, quattro Supercoppe Europee e una Lega Adriatica.
“Era un compagno, un capitano, un esempio – afferma il presidente Maurizio Felugo -. Tibor ha cambiato il modo di allenarsi e di vivere la pallanuoto, bastava osservarlo per comprendere quale fosse la strada per diventare un campione. Resterà un punto di riferimento accanto ai tanti che hanno scritto la storia della Pro Recco, come Lavoratori e Cevasco, stelle che continueranno a illuminare il nostro percorso. È un giorno tristissimo: ci stringiamo attorno alla famiglia in questo momento di grande sofferenza".
“Se ne va un simbolo della pallanuoto mondiale, un padre di famiglia, un giocatore straordinario e sempre corretto, un atleta umile che pur avendo conquistato tre olimpiadi consecutive non ha mai fatto pesare le sue vittorie – aggiunge Eraldo Pizzo -. Tibor era un professionista esemplare: arrivava per primo in piscina, ricordo quando si esercitava con una pallina contro la colonna per allenare il polso, poi si fermava anche oltre la seduta per migliorarsi e provare i movimenti della partita. A Recco gli saremo grati per tutta la vita. Mandiamo un abbraccio forte ai familiari".
IL COMMENTO
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