
L'udienza verrà celebrata al padiglione Jean Nouvel della Fiera del mare, in modo da consentire il distanziamento fisico per il rispetto delle norme anticontagio. Nel frattempo la compagnia armatrice, condannata in primo e secondo grado nell'inchiesta madre sulla tragedia, ha chiesto un risarcimento, in sede civile, da otto milioni e mezzo di euro allo Stato, all'Autorità, capitaneria e ministero delle Infrastrutture. La richiesta è arrivata nei giorni scorsi dopo l'acquisizione dei documenti dell'inchiesta e non riguarderebbe solo i risarcimenti, ma anche la futura partita della ricostruzione.
La compagnia ha già risarcito quasi tutte le famiglie, tranne due che hanno rifiutato. Negli ultimi mesi la compagnia assicurativa Generali ha fatto a sua volta causa all'authority per chiedere mezzo milione per le pilotine andate perse nel crollo. In appello, nell'ambito dell'inchiesta principale sul disastro, era stato assolto il pilota del porto Antonio Anfossi (in primo grado era stato condannato a quattro anni) ed erano state confermate le assoluzioni per Giampaolo Olmetti, comandante d'armamento, e per il terzo ufficiale Cristina Vaccaro. Le altre condanne erano state confermate e in alcuni casi leggermente diminuite.
L'udienza in Cassazione è stata fissata per il 16 ottobre. Il processo sulla costruzione è nato grazie alla tenacia della mamma di Giuseppe Tusa, una delle vittime. La procura aveva inizialmente chiesto l'archiviazione ma la donna si era opposta e il gip aveva ordinato al pm nuovi accertamenti.
IL COMMENTO
La scienza dei sondaggi: ecco come lavoriamo per raccontare la realtà insieme a Primocanale
La Costituzione, Salis in Lottomatica e la politica di cui non puoi fidarti