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Vecchia, fatta dalla sinistra contro lo strapotere mediatico di Berlusconi (da me condivisibile per questo specifico caso visto il palese conflitto di interessi) è una legge vecchia, nata quando non esistevano quasi i siti web e men che meno i social.
Nacque già discriminando la carta stampata dalla televisione e finì per coinvolgere tutto il settore televisivo anche quello locale. Oggi è palesemente iniqua, inutile, discriminante, vecchia, al di fuori della realtà del sistema mediatico del 2020. Su un quotidiano così come sui siti e sui social si può scrivere quello che si vuole, prendere posizioni nette a favore di questo o quel partito. Si può far vedere un video o pubblicare foto di candidati in qualsiasi momento non solo strettamente legato a motivi elettorali o istituzionali. In televisione no.
Noi siamo tenuti a rispettare precisamente sulla legge e il relativo regolamento emanato dall’Agcom per queste elezioni e per il referendum del 20 settembre ma di fatto una fotocopia dei regolamenti degli ultimi anni. Bisogna dire basta a questa presa in giro. Il sistema mediatico è ormai un altro. O si aggiorna la legge e gli obblighi di tutti i competitor oppure si abolisca la par condicio mirata solo a ingessare il sistema televisivo nazionale e locale.
Noi abbiamo deciso che ci fermiamo per un po’
Non parleremo di politica per un periodo in segno di protesta.
Non ci stiamo più a rispettare questa legge. Valuteremo come comportarci per la prossima campagna. Forse faremo poca pochissima informazione. Togliendo di fatto ai cittadini il diritto di essere informati su quando e come si vota e su chi sarà candidato. È una protesta fino a quando lo decideremo. Ma il segnale che vogliamo dare è che la stessa politica deve interrogarsi su questa legge e se si ritiene che solo la televisione debba essere regolamentata.
Primocanale dice no all'attuale par condicio, sì alla pluralità di informazione che comprende tutti i media presenti sul mercato, tv, giornali, siti web e social.
IL COMMENTO
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