
L’ultima polemica si è accesa questa mattina durante la riunione della competente commissione (svolta in streaming) nella quale si doveva discutere l’ipotesi nel suo complesso, prima che il faldone sia portato, per le votazioni del caso, di fronte al consiglio comunale: dagli esponenti di opposizione, infatti, si sono levate proteste per la mancanza, tra gli auditi, di Enac (l’Ente Nazionale Aviazione Civile) e delle aziende che saranno coinvolte dal trasferimento, cioè Carmagnani e Superba. Gli assessori Maresca e Cenci hanno replicato che la presenza di Enac si renderà necessaria solo in una seconda fase, quando eventualmente sarà presentato un vero piano sullo spostamento.
La risposta non ha accontentato la minoranza che ha protestato in modo acceso: Enac, in ogni caso, giocherà un ruolo fondamentale per le eventuali autorizzazioni poiché i depositi costieri, considerati stabilimenti a rischio di incidente rilevante, si troverebbero proprio nel punto finale del ‘sentiero di discesa’ degli aeroplani all’aeroporto Cristoforo Colombo.
Le opposizioni hanno lamentato mancanza di trasparenza da parte dell’amministrazione comunale e l’assenza, in questa fase della discussione, di ipotesi compensative a favore dei quartieri genovesi che sono costretti a sostenere il peso delle attività industriali più sgradite.
Qualche rilievo è arrivato anche da esponenti della maggioranza, come Luigi Grillo e Mauro Baroni (rispettivamente di Forza Italia e Cambiamo), che hanno chiesto maggiore coinvolgimento dei cittadini in queste scelte così importanti, sebbene abbiano ribadito l’urgenza di “prendere una decisione”.
IL COMMENTO
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