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Questa stretta, anche se limitata, fa comunque paura a tutte le professionalità che con lo sport ci lavorano. Il Codacons, ad esempio, ha già chiesto che in Liguria vengano rimborsati in denaro tutti gli utenti che hanno già sostenuto spese per attività che ora non potranno più essere praticate. In una nota stampa è stato chiarito che "se il Governo non prevederà espressamente rimborsi in denaro in favore dei cittadini, il Codacons Liguria si farà promotore di una valanga di ricorsi in regione per far ottenere ai consumatori il giusto risarcimento".
"Questa situazione per noi va avanti già dal lockdown", spiega Antonio Micillo, presidente del Coni Liguria. "In molti avevano pagato degli abbonamenti di cui non hanno potuto usufruire e hanno chiesto il voucher da poter spendere in seguito: questo significa che in tanti hanno continuato a lavorare anche negli ultimi tempi senza guadagnare e intanto devono vivere e sostenere le proprie famiglie".
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Un nuovo ‘lockdown’ sportivo potrebbe mettere a rischio lavoratori e federazioni, che già faticano quest’anno a causa della difficoltà a reperire palestre dove offrire il loro servizio. Molte scuole, infatti, non hanno più messo a disposizione i propri locali a causa della necessaria, ma dispendiosa, sanificazione di cui spesso nemmeno le stesse federazioni riescono a farsi carico.
IL COMMENTO
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