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Ci sarà il tempo, speriamo il più presto possibile, per passare la mano e , ritornati alla normalità, riassegnare la delicata delega della Salute a un’altra persona. Ma ora essendo questa materia l’argomento strategico per i prossimi programmi della giunta che sta per insediarsi al vertice della Liguria, è giusto e corretto che tutto stia nelle mani del Presidente.
Le prossime scelte al di là dell’emergenza Covid (lockdown ristretti, terapie intensive, mascherine, tamponi, reparti di media e bassa intensità , post Covid eccetera) riguardano il disegno della sanità pubblica nel nostro territorio per i prossimi anni. Toccano quindi gli ospedali e il loro sviluppo, dal San Martino che deve assolutamente diventare il fior fiore delle specializzazioni, insieme agli altri ospedali genovesi (Galliera, Villa Scassi, Evangelico, Sestri eccetera) ognuno con le sue caratteristiche e le sue riconosciute eccellenze.
Poi il futuro dell’ospedale di Erzelli se verrà confermata questa scelta. Un possibile rapporto con la sanità privata purché questa non venga in alcun modo a intaccare quello che sta facendo bene il pubblico. Non doppioni o altro insomma, ma aiuto, collaborazione, supporto, quando c’è una sanità pubblica che funziona egregiamente e che deve essere potenziata.
Infine la ristrutturazione del sistema di assistenza territoriale che negli anni passati è stato colpevolmente massacrato. A cominciare dal ruolo indispensabile dei medici di famiglia che sono l’unico baluardo contro l’assalto agli ospedali e degli ambulatori di quartiere per evitare che tutto finisca ai pronto soccorso gi intasati.
L’operazione è enorme ma va fatta subito e con grande capacità organizzativa e serietà scientifica.
C’è da augurarsi che venga anche coinvolta l’opposizione in scelte che sono sicuramente politiche ma non partitiche o peggio ideologiche. La salute riguarda tutti e l’assistenza non può tollerare scelte di bandiera.
IL COMMENTO
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