
"C'è qualche problema per la catena del freddo per la distribuzione del vaccino Covid ma era noto ed il ministero non si è fatto trovare non pronto per questi aspetti di logistica. Adesso il lavoro che sarà svolto con Arcuri consentirà di poter avere un adeguato meccanismo di distribuzione tenendo presente che ci sono anche altri vaccini che stanno arrivando. Si investe su diverse piattaforme vaccinali per poter avere numeri piu larghi di vaccini disponibili", ha detto il presidente del Consiglio Superiore di Sanità, Franco Locatelli.
A ricevere subito le dosi dovrebbero essere un milione e 700mila cittadini, che saranno scelti in base ad una serie di categorie individuate in funzione della loro "fragilità e potenziale esposizione al virus". Come già indicato in varie occasioni da tutti gli esperti e dallo stesso governo, in testa alla lista ci saranno gli operatori sanitari, per partire con la protezione alla categoria professionale più esposta, gli anziani (a partire da quelli più fragili ricoverati nelle Rsa) e le persone la cui salute è più precaria come i malati cronici. Gli ultimi saranno i giovani. Intanto il commissario per l'emergenza Covid Domenico Arcuri ha chiesto a tutte le Regioni una ricognizione sulla logistica per i vaccini anti covid. "Abbiamo chiesto alle aziende sanitarie di fornirla entro il 16 novembre", aveva fatto sapere il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti.
Nel piano si stabilirà anche quanti potranno essere i centri di stoccaggio del vaccino a livello regionale, anche più di uno a seconda della grandezza e delle esigenze territoriali. La questione temperatura di conservazione è stato visto da subito come un tema critico ma non sarà secondario verificare la disponibilità sul territorio delle risorse mediche e sanitarie per inoculare il vaccino. Per quando arriveranno le prime dosi non si prevedono particolari problemi: i medici dei centri vaccinali saranno i primi ad essere chiamati all'appello. Poi si dovrà ampliare la squadra dei vaccinatori con grande probabilità ai medici di famiglia. Il piano vaccinale in Gran Bretagna li ha già previsti con un sistema di incentivo economico in modo da accelerare il più possibile il processo.
In Germania invece scatta l'allarme rapine durante il trasporto di vaccini. E' solo uno scenario ipotetico, ma fa paura: mentre si studia freneticamente come mettere in piedi la più colossale operazione di distribuzione della storia, si lancia anche l'allarme per eventuali rapine di cui potrebbero essere oggetto i trasporti speciali dei farmaci anti-Covid di cui si parla con grande intensità in questi giorni, per la precisione da quando l'alleanza tra l'americana Pfizer e la tedesca BioNTech ha annunciato l'efficacia "al 90%" del proprio vaccino. In Germania, le aziende che si occupano di logistica sono sull'attenti.
IL COMMENTO
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