
La Procura aveva contestato agli indagati i reati di appropriazione indebita, autoriciclaggio e false fatturazioni. Il gup aveva considerato inconsistenti le accuse, a partire dall'appropriazione indebita per cui nessuno aveva presentato querela, mossa a cui sarebbero stati titolati il CdA della Sampdoria (i cui componenti all'epoca dei fatti erano gli indagati) o eventuali azionisti.
Lo stesso gup Arturi aveva rilevato le “perplessità ricavabili dalla singolare tempistica di flussi finanziari tra società dello stesso gruppo imprenditoriale”, ma sarebbero serviti “ulteriori approfondimenti” di indagini considerate “congetturali e suppositive”, “sbrigative e apodittiche”. Adesso la Procura, scrive il quotidiano romano "Il Tempo", riprova a far valere la bontà dell'impianto probatorio raccolto in fase di indagini preliminari.
IL COMMENTO
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