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Marino Chiappari è il numero uno dell’associazione e ci accompagna attraverso una stretta scala che spunta - passata una botola a prova di pancia - tra enormi campane in bronzo e catene ovunque, quelle che muovono il meccanismo, che poi dà origine al suono maestoso. Un mestiere antico che conta poco più di una cinquantina di adepti in Liguria, pochi ormai, ma anche qualche giovane come Luca.
Dopo esserci riempiti le orecchie di musica tocca agli occhi grazie a Maria Stella che per “Presa diretta” mostra come si fanno i pansoti e i testaieu o testaroli, parole che il correttore automatico non conosce e neppure tanti liguri: semplici ed efficaci per il palato, pastella di acqua, farina e sale. Ma soprattutto i testetti, piatti fatti con una specie di terracotta che vengono scaldati sul fuoco vivo sino a quando diventano rossi: da lì allo stomaco il salto è breve, dura pochi secondi, ma gli scivoloni sono dietro l’angolo: se non sono caldi al punto giusto la pastella si attacca, se lo sono troppo si brucia. Ma ci pensa il pesto verde intenso a metterci eventualmente una pezza, spolverato di parmigiano e bagnato con olio extravergine.
IL COMMENTO
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