
Quello stabile era stato valutato 450 mila euro e pagato 300 mentre la quotazione di mercato, stabilita dalla Corte dei Conti, si ferma dentro una forbice che va da un minimo di 100 ad un massimo di 150 mila euro. Lo scrive, nelle pagine regionali, La Repubblica. Il danno erariale ammonterebbe a 150 mila euro.
La vicenda giudiziaria è in fase avanzata, si sono svolte diverse udienze davanti al Collegio giudicante della Sezione Ligure della Corte dei Conti, in cui ciascuno degli 'invitati a dedurre' ha raccontato la sua versione dei fatti e ha cercato di giustificare la delibera approvata il 28 luglio 2017, nella seduta presieduta allora dal cardinale che, dallo scorso luglio per raggiunti limiti di età è stato sostituito da monsignor Marco Tasca.
Secondo le indagini della Gdf quello stabile sarebbe stato comprato a un prezzo fuori mercato. La Procura Regionale della Corte dei Conti ha chiesto la condanna, ritenendo che il bar pagato a caro prezzo con soldi pubblici, al momento dell'acquisto "poteva rivelarsi inutile", soprattutto " non nella piena disponibilità dell'acquirente".
L'esercizio, infatti, è rimasto in uso all'ex proprietario, che secondo le indagini delle Fiamme Gialle non pagherebbe alcun canone di affitto al Galliera. Il bar risulta attivo, affidato in comodato d'uso fino a quando si arriverà all'apertura dei cantieri.
Sul " differenziale" di 150 mila euro, appunto la quantificazione del danno erariale, la magistratura contabile oltre al cardinale Bagnasco chiede conto a chi in quella seduta aveva formalizzato la compravendita, tra cui: il vice presidente del cda Giuseppe Zampini, ad di Ansaldo Energia; il direttore generale del Galliera Adriano Lagostena, e il cda che era allora in carica.
IL COMMENTO
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