
E' uno dei settori più colpiti dalla pandemia. "Siamo fermi ormai da un anno - racconta - ed è la prova che non comporta il contagio di nessuno nel senso che non siamo gli untori perché se dopo un anno di inattività ci sono ancora contagi e la situazione non è ancora così migliorata evidentemente la responsabilità non è da attribuire al nostro settore ma ad altri".
Capurro non nasconde nè la delusione nè la preoccupazione per il decreto sostegni del governo Draghi: "Quello che chiediamo al governo è di ripartire perché non vogliamo passare per una categoria che chiede assistenza ma chiede di poter lavorare - conclude - non abbiamo bisogno di sussistenza ma di indennizzi: è un anno che siamo chiusi, non per scelta nostra, e le nostre aziende sono con fatturati ridotti del 90% non è possibile che i ristori che sono stati erogati dal governo Conte e da quello Draghi siano il 2/3% del fatturato".
IL COMMENTO
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