
Ma ha fatto la voce grossa anche alla fine e in modo comprensibile: "Con me questi ragazzi hanno conquistato 29 punti in 20 partite, di piu' non si poteva chiedere e li ringrazio". Impossibile dargli torto, magari viste anche qualche critica che era piovuta su di lui durante la frenata rossoblu. Forse lo scossone è servito a risvegliare dalla bambagia Criscito e compagni. Bllardini ha azzeccato i cambi perchè Scamacca e Shomurodov hanno segnato le reti decisive, ma ha saputo scegliere la difesa giusta per frenare gli ardori spezzini di Nzola e Gyasi praticamente ridotti a comparse sul campo.
Non era scontato dato che lo Spezia in questa stagione ha fatto colpi straordinari con le big e lo ha fatto col gioco. E non era scontato perchè c'era da sostituire Radovanovic, il centrale fosforo e fisico intoccabile per il Balla. Bene anche Strootman e Badelj, perfetti nell'interdizione, precisi, specie l'olandese nei lanci per le ripartenze. Eppoi lui, Zappacosta che ha fatto il bello e cattivo tempo con Vignali che non lo ha mai visto e ovviamente neppure preso. Di contro una prestazione non accettabile di Destro, mentre Pandev si è dato da fare, e soprattutto da capire l'involuzione totale di Pjaca partito titolare ma assolutamente assente. Il croato fin qui è un a delusione cocente.
Ora sotto con le 5 partite che ancora mancano alla fine, l'obiettivo è lì vicino ma non ancora sicuro. Con Lazio, Sassuolo, Bologna e Atalanta serve una vittoria o tre pareggi e meglio non pensare all'ultima a Cagliari sebbene alla fine potrebbe essere solo una gita. Di sicuro con la vittoria sullo Spezia il Genoa ha la pratica nelle sue mani, quelle sicure di Ballardini.
IL COMMENTO
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