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Sono tre gli insegnanti, due di scuola dell'infanzia e una di scuola primaria, che hanno lanciato l'iniziativa e l'hanno diffusa tra i colleghi di altri istituti: Tiziana Bellomi, Francesca Piaggio e Katia Rallo. "Abbiamo subito raccolto la solidarietà di tanti, anche di coloro che avevano avuto la fortuna di ricevere almeno la prima dose del vaccino", spiega Francesca Piaggio. "Nella scuola italiana colleghe e colleghi che attendevano con grande ansia la propria dose di vaccino e che insegnano in presenza da settembre; la maggior parte di questi ha poco di più di 30, 40, 50 anni e quotidianamente presta servizio con passione e serietà ma, inutile nasconderlo, anche con angoscia e preoccupazione per sé e per i propri cari", si legge nella lettera.
"Per questi lavoratori, usufruire della propria dose di vaccino è imprescindibile. Per il mondo della scuola cambia tutto, per fortuna a chi ha già ricevuto la prima dose verrà data la seconda, ma tutti gli altri dovranno aspettare in base alla loro età. Questo significa che molti di loro riceveranno il vaccino quando l'anno scolastico sarà terminato". Di qui la richiesta: "Chiediamo e auspichiamo di essere considerati fascia a rischio, considerata la tipologia di utenza con la quale lavoriamo, ed eventualmente in seconda istanza, almeno di poter essere inseriti nelle liste di riserva, ovviamente dopo i soggetti fragili".
IL COMMENTO
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