
EVENTI - La quattro giorni conclusiva è stata preceduta da un mese di eventi in pillole, a partire dal 3 giugno, tra webinar con esperti a livello internazionale e appuntamenti in presenza in tutta la Liguria, anche grazie ai laboratori organizzati dalla Camera di Commercio di Genova nei ristoranti di Liguria Gourmet, che hanno garantito un bel tam tam intorno al mondo dell’ospitalità locale, o ai tour nelle Botteghe Storiche del capoluogo, per cui sono state addirittura raddoppiare le visite guidate: un segno della grande voglia del pubblico di tornare a mangiare nei ristoranti e a comprare dagli artigiani e nei negozi, dopo tanto asporto e tante consegne a domicilio.
BILANCIO - "La sensazione più bella di questi giorni è stata una gran voglia di rimettersi in gioco da parte di tutti, istituzioni, espositori, i genovesi stessi. La Regione Liguria, il Comune di Genova, la Camera di Commercio, nonostante le difficoltà di questa edizione, si sono messi a disposizione come non mai, ed è soprattutto grazie a loro che abbiamo potuto organizzare questo Slow Fish" dichiara Daniele Buttignol, amministratore delegato di Slow Food Promozione ricordando il patrocinio dei ministeri della Transizione ecologica e delle Politiche agricole alimentari e forestali, la partecipazione all’evento di Enit e il supporto di tante aziende, come i main partner BBBell, FPT Industrial, Pastificio Di Martino, QBA, Reale Mutua, UniCredit. "Negli sguardi, nei sorrisi, nella partecipazione agli appuntamenti del programma abbiamo visto il ritorno alle cose semplici ma genuine, che raccontano un’identità, ed è in fondo l’essenza stessa di Slow Food che ha permeato tutta la manifestazione. Attraverso il piacere del cibo raccontiamo le grandi sfide che la nostra Terra Madre e l’umanità intera sono chiamate ad affrontare, e che la pandemia ci ha messo davanti con ancora più forza. Speriamo davvero di essere riusciti a farle percepire al pubblico di Slow Fish" conclude Buttignol.
TOTI - "Siamo particolarmente orgogliosi che la ripartenza della Liguria abbia coinciso con i giorni intensi di Slow Fish e con il congresso nazionale di Slow Food Italia" commenta il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti. "Si è trattato del primo grande evento di questo tipo in Italia dopo la fase più dura della pandemia, un segnale concreto di rinascita che ha trovato a Genova il suo centro. Abbiamo davanti una sfida davvero importante: ripartire verso un mondo nuovo e migliore, con l’obiettivo di creare sviluppo – e quindi ricchezza e occupazione – e sostenibilità insieme, valorizzando cultura, prodotti tipici, tradizione enogastronomiche e tutela dell’ambiente e integrando tutto questo alla nostra offerta turistica per renderla ancora più unica. Ripartiamo da Genova per andare, tutti insieme, in questa direzione".
PIANA - "L'energia di Slow Fish 2021 nel segno della ripartenza è contagiosa" commenta il vice presidente e assessore regionale alla Pesca e al Marketing territoriale Alessandro Piana. "Non termina con la chiusura della manifestazione, perché ha lasciato in dote ai genovesi e agli ospiti che hanno visitato il percorso diffuso i sapori salubri e golosi del pescato e delle eccellenze del gusto, tanti approfondimenti sull'ecosistema marino e una rinnovata consapevolezza sul ruolo dei pescatori, quali custodi del mare nonché fedeli tenutari di quei borghi costieri che puntellano di bellezza l'Italia. Valorizzare la dieta mediterranea, il rispetto per le risorse e l'operato delle associazioni, dei Flag Gac (Fisheries Local Action Groups - i gruppi di azione costiera), con cui stringere ulteriori sinergie in un'ottica di programmazione e sviluppo, ha significato riscoprire la piccola pesca e le nuove frontiere della blue economy. Penso in particolare all'ittiturismo, oltre ad auspicare quel rinnovo generazionale che diversi corsi professionalizzanti e iniziative regionali sostengono, certo che le nuove leve porteranno avanti l'intera filiera con lo stesso fedele impegno e interesse".
APPELLO - Importante anche l'aspetto dell'attenzione agli aspetti sociali. Non a caso l'evento si chiude con un appello al governo: è urgente approvare la legge SalvaMare, i rifiuti portati a terra dai pescatori non devono essere considerati "speciali". "Urge una soluzione immediata al problema e potrebbe essere la tanto attesa Legge SalvaMare, che prevede la possibilità di conferire i rifiuti accidentalmente pescati in mare e i rifiuti volontariamente raccolti in ambiente marino in apposite strutture di raccolta, anche temporanee, allestite in prossimità degli ormeggi. Gli operatori della piccola pesca possono dare un grande contributo" dice Marco Dadamo, biologo marino ed esponente dell'advisory board di Slow Fish.
IL COMMENTO
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