
E anche senza corona d'alloro, è stato bello ritrovarsi e ritrovare i propri compagni di corso, anche perché online non è lo stesso. "La laurea e le lezioni dell'ultimo anno ci hanno portato via quel bel rapporto umano che si creava in aula anche con i professori e il personale amministrativo: a lungo andare, vedersi su Teams non è lo stesso", è l'impressione di Stefano Zangrillo, laureato a marzo scorso in Amministrazione e Politiche Pubbliche con 105 e ex rappresentante degli studenti. "Abbiamo voluto fortemente questa festa come un simbolo di rinascita, ci auguriamo che a settembre pian piano si possa tornare alla normalità".
Un segnale di ripartenza davvero atteso da parte degli universitari, che forse più di tutti in questa pandemia hanno continuato con la didattica a distanza. "Ci voleva proprio questa giornata, ne abbiamo bisogno tutti: non solo i ragazzi, ma anche gli amici e i parenti che vedo nella mia ex Aula Magna all'Albergo dei Poveri, dove un tempo anche io ho frequentato alcune lezioni", così l'assessore alla formazione di Regione Liguria Ilaria Cavo. E il consiglio che dà ai ragazzi è quello di "saper cambiare, io ho frequentato la loro stessa scuola, ma poi nella vita da giornalista mi sono trovata a fare politica".
Adesso si guarda a settembre e all'inizio del nuovo anno accademico. Alcune cerimonie di lauree magistrali sono riprese in presenza, così come alcuni esami, ma tanti vorrebbero tornare a lezione. "La soluzione sarà quella della didattica integrata, ovvero di una formula mista che vedrà alcuni studenti in aula, distanziati e con tutte le precauzioni del caso e una parte a casa, con un sistema di turnazione", anticipa il magnifico rettore Federico Delfino. "Contiamo di portare anche le lauree triennali in presenza, facciamo il possibile pur tenendo alta la guardia anche a causa dell'andamento della situazione sanitaria".
IL COMMENTO
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