
Sotto la lente è la galleria Bertè, sulla A26, dove a fine 2019 - era il 30 dicembre - sono crollati blocchi di calcestruzzo pesanti due tonnellate e mezzo. Per capire se le ispezioni della concessionaria Aspi furono adeguate, i tecnici incaricati si sono rivolti anche a un centro specializzato per far analizzare assaggi di calcestruzzo crollato nel tunnel. E il verdetto conferma quel che finanzieri e titolari dell'inchiesta già avevano ipotizzato: i controlli furono costantemente inadeguati per ben 15 anni.
Ancor più grave è che la situazione non riguarda solo la galleria Bertè, ma tutte le gallerie della Liguria. Un incidente come quello del crollo dei grossi blocchi di calcestruzzo dalla volta della Bertè sarebbe potuto accadere ovunque. E solo per miracolo non ci furono feriti.
Sotto la lente c'è anche la mancata impermeabilizzazione delle gallerie: in aree molto piovose e umide, come quelle della A26 nell'area di Masone, sembra incredibile che non si sia pensato alle probabili infiltrazioni di acqua e alle conseguenze di un continuo passaggio di pioggia sulle volte dei tunnel.
In questo filone di indagine che verrà chiusa non prima dell'autunno 2021 ci sono 21 persone indagate con l'accusa di crollo colposo, falso, attentato alla sicurezza dei trasporti e inadempimento di contratti di pubbliche forniture.
IL COMMENTO
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