
Una polemica che va avanti da tempo. Lo scorso 27 luglio il sindaco, pressato, ha spiegato che il Comune di Genova si costituirà parte civile e lo farà entro la data del 15 ottobre, termine ultimo in quanto quel giorni vedrà il via l'udienza preliminare. Anche i familiari delle vittime più volte a Primocanale hanno auspicato e chiesto al Comune di costituirsi come parte civile. Ma per le opposizioni la decisioni di non convocare il consiglio comunale è un modo per nascondere altro. “La decisione conferma l'opacità dei rapporti tra Giunta Comunale e Autostrade per l'Italia, e rafforza l'idea che nonostante gli annunci del Sindaco, il Comune non intenda costituirsi parte civile - spiegano Movimento 5 Stelle Genova, Lista Crivello, Partito democratico, Chiamami Genova e Gruppo misto -. La decisione di non convocare il Consiglio Comunale, facendosi scudo di improbabili interpretazioni di inammissibilità, è una vera e propria sospensione della democrazia consiliare, a tutela della quale chiediamo l'intervento del Prefetto di Genova” concludono.
Il sindaco per suo conto non replica. La riposta è affidata al presidente del Consiglio comunale Federico Bertorello che rimanda al mittente le polemiche: “Nessuna violazione delle regole democratiche, ma solo strumentalizzazione politica delle minoranze nella richiesta di un Consiglio comunale monotematico perché il Comune di Genova si costituisca parte civile nel processo sul Ponte Morandi. Il documento allegato alla richiesta della convocazione straordinaria del Consiglio comunale, come sottolineato anche dal Segretario generale, è inammissibile. Non c’è stata alcuna presa di posizione della maggioranza: ho deciso di attenermi all’interpretazione data dal parere tecnico che stabilisce infatti che non si può vincolare l’Ente, tramite un voto in Consiglio, a un comportamento processuale senza che ci siano noti tutti i presupposti giuridici e fattuali”.
IL COMMENTO
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