
Ma alle 14,45 la situazione a Principe è del tutto tranquilla: di manifestanti nemmeno l'ombra.
Ma non è il solo evento previsto: nei volantini condivisi su Telegram si parla di una serie di altri appuntamenti che interesseranno nei prossimi giorni le piazze italiane, inclusi i palazzi romani del Parlamento. Gli annunci sono distribuiti soprattutto attraverso il canale Telegram "BASTA DITTATURA" ma da questi appuntamenti si dissociano i no green pass che stanno manifestando in queste settimane nelle piazze italiane. Per questo i partecipanti all'iniziativa di domani potrebbero essere un numero minore del previsto.
Oggi Prefettura e Questura di Genova sono pronte a gestire ogni emergenza: schiereranno circa 100 uomini a protezione degli scali ferroviari per impedire che venga interrotto il traffico dei treni e dunque l'interruzione di un pubblico servizio. Per chi tenterà il blocco è prevista la denuncia. Nei giorni scorsi Assoutenti aveva chiesto l'arresto in flagranza, previsto per i reati di blocco stradale e interruzione di pubblico servizio, con pene detentive fino a 6 anni.
Nei volantini rossi che girano nelle chat si parla di diversi giorni di protesta e proprio nella mattinata del 1 settembre sono arrivati nuovi aggiornamenti e nuovi appuntamenti: il 2 settembre, giovedì, è previsto un presidio sotto i palazzi delle Regioni italiane. A Genova l'incontro è in piazza De Ferrari dalle 10 alle 12. Continuerà anche il blocco delle stazioni con appuntamento dalle 14,30 a sera.
Il giorno successivo, 3 settembre, quello che era stato chiamato 'presidio "sedi leccac**o canali manipolazione' che a Genova dovrebbe tradursi in una manifestazione davanti alla sede RAI di corso Europa, è diventato 'presidio leccac**i manipolatori' dalle 17 alle 19 a cui si aggiunge il blocco dei treni dalle 8 alle 16. Il 4 settembre ancora presidio sotto i media questa volta la mattina dalle 10 alle 12 e poi si parla di cortei in tutta Italia dalle 18, il 5 settembre riposo, il 6 settembre "tutti a Roma" in Parlamento e un generico "sciopero".
Nelle stesse chat sale il livore e il tono degli insulti è sempre più pesante: nei confronti del governatore ligure Giovanni Toti sono apparse molte minacce di morte. "Deve essere messo ai ceppi quanto prima!", scrive un utente. Il presidente ribatte: "È un crescendo di odio e intolleranza di fronte al quale gli uomini delle istituzioni non possono stare fermi. Non possono più andare avanti impuniti”.
IL COMMENTO
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