
Tenuto conto dei molti precedenti a suo carico, ritenuto un soggetto connotato da profili di "pericolosità sociale" e considerato che – come previsto dalla normativa antimafia – si poteva ritenere che lo stesso vivesse principalmente dei proventi di attività delittuosa, sono stati effettuati nuovi accertamenti patrimoniali di prevenzione per ricostruire le posizioni reddituali degli ultimi anni sue e di chi gli ruotava attorno. Il Codice Antimafia prevede infatti la possibilità, in presenza della cosiddetta "pericolosità sociale", di procedere al sequestro dei beni, quando il loro valore risulti sproporzionato al reddito dichiarato o all’attività economica svolta ovvero quando, sulla base di sufficienti indizi, si abbia motivo di ritenere che gli stessi siano il frutto di attività illecite o ne costituiscano il reimpiego.
Le indagini hanno svelato che c'era una vera e propria sproporzione tra quello che l'uomo dichiarava e il patrimonio invece posseduto dalle due donne, l'ex convivente e l'attuale compagna, scoprendo poi che i beni mobili ed immobili sono di provenienza illecita.
IL COMMENTO
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