Via Portoria, davanti al Tribunale di Genova.
La prima convulsa prima giornata di udienza preliminare piena di colpi di scena come la presentazione come parti civili dello stato, anche se non si ancora che non è contro Autostrade, particolare non di poco conto, si è conclusa da poco, gli avvocati sono scemati via, come un'onda del mare, fra loro anche i legali rappresentanti di persone che a sorpresa tentano con grande fantasia di inserirsi fra parti civili nella speranza di una fetta della grande torta della tragedia del 14 agosto di tre anni fa.
Abitanti che si dicono choccati sbandierando perizie psichiatriche, associazioni nazionali onnipresenti che si battono per le vittime per la strada e che però mai in questi tre anni hanno contattato i familiari delle 43 vittime del Ponte.
Il primo legale che infoltisce questa corte dei miracoli arriva da lontano con mamma al seguito, come a una gita fuori porta. Due selfie a De Ferrari, la focaccia e un piatto di trenette al pesto e poi un salto in tribunale magari con tanto di intervista in TV, come a firmare la presenza.
In questo Barnum spicca il viso vero di Giuseppe Matti Altadonna, un papà che nella tragedia del Morandi ha perso tanto, troppo, un figlio, ma oggi dopo tre anni di buio proprio nella caotica prima udienza preliminare intravvede una luce, uno spiraglio che legge fra le righe, neanche nella vita lui, ex agente penitenziario, avesse fatto da sempre politica.
"Per la prima volta sentiamo il calore delle istituzioni - ribadisce con gli occhi lucidi Altadonna - sono contento anche della costituzione fra le parti civili, io quando tutti criticavano Regione Liguria e Comune di Genova perchè non si erano ancora costituiti parte civile invitavo alla calma, a non trarre conclusioni affrettate, e avevo ragione, oggi sono tutti al nostro fianco, Stato, la Liguria e Genova, finalmente non ci sentiamo più soli, e non è poco".
Al suo fianco il figlio più piccolo, Michele, ancora minorenne, elegante in un completo in nero, che dopo questa tragedia sogna di diventare magistrato e si lascia sfuggire il prossimo passo: esordire in politica, nel ricordo del fratello morto sopra quel ponte.
IL COMMENTO
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