
Adelmo ricorda che centinaia di pecore sono state divorate, "quelle mie e dei miei parenti, e poi gli effetti si vedono, guardi laggiù, prima era ben tenuto, oggi è tutto abbandonato e se le cose non cambiano lo sarà sempre di più. Abbiamo bisogno di tutele".
Questa sera alle 20 e domenica alle 14.30 su Primocanale "Presa diretta" racconterà la sua storia ma anche quella della pineta di Suvero, una comunanza (terreno diviso tra i circa 200 residenti del paese e gestito da un ente) di 30 ettari con circa 18 mila pini altissimi, piantati durante il fascismo per dare legna da ardere ai contadini della zona, ora in fase di sostituzione, lentamente con altri tipi alberi che hanno una legna miglliore. Proprio a Suvero "conosciuta in tutto il mondo per il nucleo partigiano che qui combattè".
Prima di salutarci, dppo aver ascoltato suggestivi racconti di guerra, immagini che Adelmo ha ancora stampate negli occhi di quando era bambino, gli chiediamo se i lupi gli fanno paura: "Sono furbi, tu osservano, non sei tu che osservi loro. Ma io non ho paura di loro, sono loro che devono avere paura di me...".
IL COMMENTO
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