
La sua storia è affascinante. Cresce nella Dinamo Kiev e deve molto sl colonnello Lobanowsky che lo ha lanciato ad alti livelli. Al Milan poi esplode e vince tutto, scudetti, Champions, Coppe varie, segnando 127 gol dal 1999 al 2006 per poi chiudere con un semestre nel 2008. Diventa padrino di uno dei figli di Silvio Berlusconi, nella Milano da bere fa amicizia con lo stilista Armani. Insomma un personaggio a tutto tondo. Dopo l'addio al calcio nel 2012 Sheva ha subito voluto studiare per diventare allenatore anche se ha provato ad entrare in politica con la sua Ucraina ma non ha sfondato. È andata meglio come allenatore visto che è entrato subito nel giro della Nazionale. Nel 2016 è stato assistente di Formenko, per poi diventare, nel luglio dello stesso anno commissario tecnico con un contratto di due anni con opzione per gli altri due. Dopo 5 anni e un buon Europeo, Shevchenko ha deciso di salutare l'Ucraina, per aspettare una proposta di un club. Proposta che è arrivata dall'Italia, che conosce bene, per mano del Genoa terzultimo. E la sua grande occasione e in fondo un po’ di rischio se lo sono preso entrambe le parti. Shevcenko si lega per tre anni al club rossoblu e si butta nella mischia con le esperienze maturate con molti tecnici come Carlo Ancelotti ma anche Alberto Zaccheroni. In più può contare anche sull’esperienza di Mauro Tassotti, grande bandiera del Milan e della nazionale italiana, che farà anche qui il suo vice. Primo avversario Jose Mourinho che l’ucraino ammira. Genoa-Roma, un palcoscenico tra big con già punti pesanti in palio.
IL COMMENTO
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