Cronaca

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Chiudere il dibattito sui reati per i quali sarebbero ammesse le intercettazioni telefoniche e affrontare piuttosto le problematiche sulla tutela della privacy e del diritto di cronaca: lo propone il procuratore aggiunto del Tribunale di Milano Edmondo Bruti Liberati, presidente di magistratura democratica, a margine di un convegno sul diritto di cronaca in corso a Genova. "Limitare le intercettazioni a terrorismo e criminalità vuol dire impedire indagini su estorsioni, rapine in villa, corruzione, reati nella pubblica amministrazione - ha detto Bruti Liberati - in molti di questi casi le intercettazioni sono strumento d'indagine essenziale". Il procuratore aggiunto milanese invoca l'introduzione di meccanismi più efficaci per cancellare sin dall'inizio le parti di conversazione che riguardano la vita privata dei singoli. D'altra parte Bruti Liberati rimarca "il diritto di cronaca su atti che siano già conosciuti dalle parti e il diritto di critica sulla conduzione delle indagini".