Cronaca

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Un maresciallo dei carabinieri é stato condannato a due anni e un mese di reclusione poiché, secondo l'accusa, avrebbe sottratto corrente elettrica dalla caserma, usando una prolunga che partiva dal proprio appartamento, all'interno della caserma, e terminava nel contatore della stazione dei carabinieri. La sentenza é stata emessa dal Tribunale di Chiavari, nel levante ligure, che ha, però, dichiarata estinta la pena per l'indulto. Il maresciallo é stato inoltre interdetto dai pubblici uffici per due anni, mentre é stato assolto dall'accusa di detenzione illegale di arma da fuoco, una calibro 22 che aveva ricevuto da un cittadino, e di appropriazione indebita di uno scooter di proprietà del parroco, che il sacerdote aveva acquistato per permettere a un giovane tossicodipendente di recarsi al lavoro e che il maresciallo gli aveva sottratto visto che il giovane non lavorava più. I reati contestati risalgono alla fine degli anni Novanta quando il maresciallo, Franco Pizzonia, era comandante di una stazione di un paese nell'entroterra del Levante ligure.